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Dedica a cui stai rispondendo

Adesso mi rendo conto quanto mi sono dovuto sforzare per odiarti.
Fino al punto di raccontarmi la bugia che un giorno avrei avuto la soddisfazione di vederti infelice.
Quanto mi sbagliavo.
Avevi dentro di te una scintilla di grandezza, sapevo che la tua straordinaria bellezza l'avrebbe spenta.
Scegliere me sarebbe stato impensabile, capire chi ti amava veramente, impossibile.
Oggi siamo stati costretti ad incontrarci.
Sapevo che non te la passavi bene, ma mi si è spezzato il cuore lo stesso.
Sapevo che sarebbe finita cosi, ma non mi avresti mai creduto mille anni fa.

Avresti solo pensato che era l'ennesimo tentativo meschino per farti stare con me.

In fondo lo pensavo anche io...

Eri immensa, grande, più forte di me, più forte di chiunque, intelligente, indipendente e bella, bella da portare alla follia chiunque.
Perché lui? perché una persona che come prima cosa ha permesso che smettessi di studiare.
Perché hai scelto lui e non te stessa.
No, non lo dirò mai "perché non me", ero insignificante, e non ho mai avuto il coraggio di arrabbiarmi con te, di urlarti contro che stavi sbagliando.

Non avresti mai creduto che ti volevo bene in maniera disinteressata, e avevi ragione.
Ero interessato, e come se lo ero!
Ma volevo anche il tuo bene.
Poi quel giorno, mi hai dato un bacio sulla guancia.
Quel bacio diceva -facciamo parte di mondi differenti-, ma anche "sei solo un buffo idiota".
E sei sparita.
Mi sento come se una parte di me avesse trascorso gli ultimi 20 anni seduto ancora su quella panchina, con quella dolorosa fitta al cuore, incapace di accettare l'inesistenza dell'amore come lo sognamo da giovani.

Ma non so se è il momento di chiedergli di alzarsi e andare avanti. O sedermi con lui e ricordare quanto era bello guardare insieme le stelle