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da Raffaella
Da bambina mi ripetevo che, quando fosse giunta la morte, avrei trovato il paradiso: l’inferno, in fondo, lo stavo già attraversando sulla terra. Crescendo ho compreso che quel fuoco non si è spento, anzi, ha imparato a moltiplicarsi nei giorni e nelle assenze. E tuttavia continuo a custodire una speranza ostinata: che oltre l’ultima soglia esista un luogo di quiete, dove il dolore depone finalmente il suo nome e l’anima, spogliata di ogni ferita, possa riconoscersi salva.
12 febbraio 2026
Categoria: Carta Bianca
da Gabriella
ciao, posso chiederti come mai questo sfogo, ci conosciamo? Se sì, è un dolore che avrei voluto restasse solo mio… se no, qualcosa c’è, quello che tu chiami posto di quiete c’è sicuramente… troppe coincidenze inspiegabili; tieniti strette le persone che ricolmano in parte quel vuoto: con uno sguardo, un sorriso, un abbraccio, un bacio, o qualsiasi altra forma d’affetto come una canzone o sedersi accanto a te in silenzio, come Faustino si sta comportando in questi giorni con me non posso non volergli bene con l’anima.
14 febbraio 2026
da Raffaella
Ciao Gabriella non ci conosciamo…ti abbraccio
14 febbraio 2026
da Gabriella
Grazie, un abbraccio anche da parte mia
14 febbraio 2026
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