Aiuto

da Melania

Buongiorno, scrivo qui per chiedere un parere o un consiglio a tutti voi. Premetto che per me è la prima volta che lavoro a scuola come insegnante di sostegno, e che seguo un bambino autistico che non parla e fa solo versi. Questo bambino, non ha mai voglia di fare niente, e lavorare in questo modo non ci riesco, anche perché i/le colleghi/e che sono in aula in compresenza con me, non mi lasciano mai la libertà di decidere cosa far fare o meno a questo alunno i cui problemi, secondo me, sono abbastanza gravi a livello percettivo e cognitivo, e più di tanto non riesce. In più, da terapia, perché ha gravi problemi di linguaggio, quindi i logopedisti che la scuola ha incaricato non solo mi tolgono le ore, ma invece aiutare questo bambino lo danneggiano, nel senso che ogni volta che fa terapia con loro, quando me lo portano in classe mi sale l'angoscia, in quanto appena vede quaderni, colori, matite ecc, di cui io mi servo per farlo lavorare, inizia a urlare, piangere, si alza in piedi conducendo vicino la porta dell'aula per farmi capire che vuole stare fuori e che è stanco.. In più, parlando con i suoi genitori, che secondo me a parte l'ignoranza spaventosa sono anche loro, diciamo "abbastanza problematici", ho scoperto che il bambino la notte non dorme, non riposa, e di conseguenza, quando viene a scuola fa i capricci. La settimana scorsa il bambino aveva la febbre, la madre gli ha dato la tachipirina e lo ha mandato a scuola, il bambino ha iniziato a lamentarsi, a girare per la classe, a gridare e a dare fastidio anche a chi lavora in compresenza con me e ai suoi compagni. Così gli ho fatto misurare la temperatura, e vedendo che aveva febbre alta ho fatto chiamare i genitori, contro il parere di una collega idiota che fa anche la vicepreside, e se lo sono venuti a riprendere. Inoltre, ci si mettono anche gli assistenti alla comunicazione che da quest'anno, seguono i disabili a scuola e che si improvvisano insegnanti di sostegno anche quando io ho il giorno libero mettendo il naso e il becco nel mio lavoro, nel lavoro che spetta a me e non a loro, per cui quando rientro a scuola, trovo nei quaderni del bambino una grande confusione, e sono costretta ogni volta a tornare al punto di partenza e fargli rifare tutto da capo. Ora il problema è che non mi trovo per niente a lavorare in quell'ambiente scolastico e in questo modo, mi stanco e non mi sento soddisfatta, é diventato tutto frustrante e snervante. I genitori, ogni volta mo aspettano all'uscita della scuola per chiedermi del figlio, di come è andata la giornata, e ogni volta sono costretta a mentire, perché ho capito che questi sono i tipici soggetti che vogliono sempre sentirsi dire cose positive, e non vogliono affrontare la realtà delle cose. Il bambino non sta facendo nessun progresso, anzi peggiora sempre più e la colpa è la loro, perché sapendo che il figlio ha problemi a dormire, non riposa, poi tendono sempre ad assecondarlo e viziarlo, quando gli assegno i compiti a casa non lo seguono per niente e non gli fanno fare mai nulla, con conseguenza che poi dovrei fargliele fare io a scuola (uso il condizionale, perché come detto prima, il bambino non ha voglia di fare niente e non riesco a lavorare con lui). Ho provato a farglielo capire "tra le righe", ma a questo punto credo che loro abbiano problemi di comprendonio, perché non recepiscono proprio il messaggio. E per quanto riguarda i colleghi.. non mi sono proprio di aiuto, sono concentrato solo su cose loro, su progetti loro, e io li dentro sono completamente abbandonata a me stessa, e a volte ho la sensazione che me lo facciano apposta, non so per quale motivo. Dovrebbe esserci più solidarietà tra di noi, e aiutarci e sostenerci tutti allo stesso modo. Ma questi pensano ai fatti loro, infatti il più delle volte, loro escono dall'aula ogni 5 minuti : vanno a prendere il caffè, a fumare la sigaretta, a chiacchierare.. Lasciandomi sola in aula a gestire non solo il bambino che seguo su sostegno, ma un intera classe (28 bambini, tutti abbastanza vivaci e qualcuno con disturbi comportamentali), e si permettono pure di rimproverarmi se i bambini si alzano in piedi e fanno chiasso. Ma io sono un unica persona, non cinquecento, e gestire da sola in quelle condizioni una classe di "teppistelli" non riesco. Non so cosa fare, non so come comportarmi, a volte ho voglia di licenziarmi e mollare tutto. L'unica cosa che mi frena è che ho bisogno di soldi e mi serve lo stipendio, che non è male, per poter tirare avanti e campare. Qualcuno si è mai trovato nella mia situazione? Sta iniziando a pesarmi tutto

21 ottobre 2023

Categoria: Aiuto