Lettere

da Daf

Dedicata a te,
visione autunnale.
Cos'è? Sarà forse la grandezza di questa città oppure è soltanto la percezione che ho di me stessa a farmi sentire così dannatamente piccola?
Roma, generosa ed ospitale. Compagna di mille avventure, amica che sa ascoltarti nei momenti bui. Non può essere lei a volermi nascondere.
Allora la verità è che sono umana.
Avrei voluto controllare il sole, le maree, le stelle.. ma quasi non riesco nemmeno a tenere fede ai miei buoni propositi. Ora lo so. Amare è solo infinito e non tanto o quanto.
Mi lascio sopraffare quando il pensiero di te si fa lacerante. Compromessi. Attimi fugaci, come la gioia che si prova alla vista di un arcobaleno.
Poi realizzo che ci sei. Nell'istante esatto in cui me ne rendo nuovamente conto, divento pura energia che vibra e pulsa. Esco da me stessa, divento vasta. Armoniosa. In sintonia con la natura.
Indefinibile ed inspiegabile supremazia del desiderio sulla razionalità.
Tutto prende forma al cospetto del mio sguardo che ancora non è stanco di scrutare.
Vorrei poter assaporare il profumo che ti circonda per avere qualcosa di te dentro me. Ma sono in grado a malapena di respirare.
Non è facile, non lo è per niente. Eppure sta proprio in questo la saldezza del mio sentimento per te.
Lo ammetto. Ho nostalgia delle giornate trascorse insieme. Ho nostalgia degli spazi immensi, quel tempo dilatato da esplorare con insicurezza. Un'immagine in bianco e nero da appendere dietro le palpebre, un sogno da ripassare prima di svegliarmi.
A te mi avvicino in punta di piedi, ingenua e trasparente come una vergine. Con te muovo i miei passi fino a trovare il mio Io di donna ed il mio destino. Anche quando ignoro dove andare tu sei a tenermi la mano.
E scende la notte. Silenzio. Quel tacere a me caro. Tu non confonderlo, ti prego, con l'indifferenza, l'ipocrisia o la superbia di giorni uguali ad altri. A me le parole sfuggono, ma il mio, ti giuro, mentre brindo alla salvezza.. è amore. Tua.

30 ottobre 2008 - Roma

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