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Dedica a cui stai rispondendo

Da quando te ne sei andato e ti ho detto addio, sto realizzando qualcosa che mi spezza il cuore ma che, allo stesso tempo, è forse l'unica verità capace di salvarmi e farmi voltare pagina.
Io ero sì innamorata di te, ma più che della versione di te che esiste oggi, mi sono innamorata di ciò che saremmo potuti essere se il tuo cuore fosse stato libero.
Mi sono innamorata della tua personalità, del tuo sorriso, del tuo modo di farmi ridere fino le lacrime e avere mal di pancia, della tua voce, dei tuoi occhi, dei tuoi baci, del tuo tocco, della tua intelligenza, della tua empatia, di come potessi parlarti di tutto, del modo in cui con te non esistevano silenzi imbarazzanti. Mi sono innamorata di quei giorni passati insieme che sembravano una vita intera, sospesi fuori dal tempo.
Mi sono innamorata dei nostri ricordi, quelli che mi porto dentro e che ora a pensarci mi fanno sia sorridere, sia un male cane: noi due a cantare Olly a squarciagola in macchina, le serate passate a cucinare dei piatti che uscivano uno schifo totale, il calore e la tenerezza delle tue coccole, quel sogno scemo che avevamo di prendere l'auto e guidare per arrivare in Puglia partendo dalle Dolomiti e tornare lo stesso giorno.
Ma mi sono innamorata anche di un'illusione, di una possibilità. Di una versione della nostra storia in cui non avevi mai conosciuto quella donna che ti ha spezzato il cuore. Una versione in cui ci incontravamo senza fantasmi tra noi. Una versione in cui ero io la donna della tua vita, quella per cui valeva la pena morire e rinascere. Questa versione però, non è mai esistita.
L'unica versione reale è quella che avevo davanti: un uomo distrutto, ferito profondamente, prigioniero del proprio dolore, legato a un passato che lo consuma e del tutto incapace di costruire qualcosa e di amare ancora. E tu questa cosa me l'hai sempre resa molto chiara, ho deciso comunque di giocare con il fuoco, e mi stavo bruciando accanto a te, coinvolta dalle stesse fiamme che ancora bruciano il tuo cuore. Eppure sai che ti dico? Ne è valsa la pena, per questo accolgo questo dolore con una certa positività.
Ma ho dovuto dirti addio, N. Non perché ti amassi poco, ma perché ho dovuto amare abbastanza me stessa. Starti a fianco non poteva più essere un'opzione, perché mi avresti lentamente distrutta. Mi sarei chiesta continuamente se stessi pensando a lei, se la sognassi ancora di notte, se una canzone te la facesse ricordare.
Tu mi hai detto che non puoi avere relazioni perché soffri ancora, ma anche solo parlarti non mi avrebbe mai dato pace da questo tormento. Avrei vissuto con il fiato corto, con ansia, accontentandomi delle poche briciole che potevi darmi, sperando continuamente che qualcosa in te potesse cambiare, che io potessi farti guarire, che per me potesse valere la pena amare di nuovo. Ma io merito la pace.
Il corpo però non sente la ragione, e mi manchi da fare male. Mi manca ridere con te. Fare gli scemi. Tenerti la mano. I tuoi occhi. I tuoi baci. E ho paura che mi mancherai per sempre, perché pensavo di aver trovato la mia persona. Ho paura di innamorarmi sempre di storie complicate e di uomini che non possono aprire il loro cuore a me e soltanto a me, senza altre ombre. Ma razionalmente so che questa è solo la parte più alta dello shock, dell'astinenza che ho di te, e che prima o poi passerà, non starò incastrata qui per sempre.
Ma quello che mi manca di più, in realtà, è la Caterina che ero insieme a te. Ed è una Caterina che non appartiene a te, non l'hai creata tu e non te la sei portata via. Ma sei stato uno specchio che l'ha fatta emergere, ma quella luce è sempre stata la mia. Quella donna esiste dentro di me, e non devo dimostrare nulla per meritare di essere amata e scelta, né devo smettere di fidarmi della mia capacità di sentire così a fondo. Con te mi sentivo così leggera. Dolce. Spiritosa. Spensierata. Buffa. Capace di un amore incondizionato, puro, generoso. Mi piaceva molto la persona che diventavo accanto a te.
Mi auguro di trovare presto qualcuno con cui poter essere di nuovo tutto questo. Non perché abbia bisogno di qualcun altro per brillare, ma per poterlo fare sentendomi felice, a fianco a qualcuno che mi scelga senza riserve e senza il cuore rivolto altrove. Merito di ascoltare una canzone in macchina senza chiedermi se gliel'avesse dedicata prima a una "lei". Di camminare senza l'ingombro di ricordi passati.
N, in questi pochissimi mesi che ci siamo conosciuti, mi hai lasciato dei ricordi bellissimi e un dolore enorme. Entrambi sono veri e vivi dentro me. Ma il fatto che tu non fossi pronto per me, non significa che io non sia degna di un'amore grande. Significa solo che le nostre strade si sono incrociate nel momento sbagliato.
Io non devo essere la salvatrice di nessuno. Non devo guarire chi non vuole essere guarito. Non devo competere con altre. Sarò semplicemente abbastanza.