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Dedica a cui stai rispondendo
Non voglio più trattenermi
Ti scrivo perché ormai il desiderio ha smesso di essere un pensiero e si è trasformato in una presenza.
È lì quando chiudo gli occhi.
È lì quando provo a distrarmi.
È lì quando la notte diventa silenziosa e tutto quello che riesco a sentire è quanto vorrei averti vicino.
Tu.
Sempre tu.
E più cerco di controllarlo, più questo desiderio cresce, diventa caldo, impaziente, quasi arrogante.
Non voglio più fingere di essere prudente.
Voglio confessarti che mi fai perdere la misura.
Che mi basta immaginarti abbastanza vicino per sentire cambiare il respiro.
Che ci sono sguardi che vorrei durassero molto più delle parole e silenzi capaci di dire tutto quello che non abbiamo ancora avuto il coraggio di confessare.
Vorrei avvicinarmi lentamente.
Così lentamente da farti sentire ogni secondo.
Vorrei lasciarti nel dubbio, tenerti sospeso tra ciò che immagini e ciò che potrebbe accadere, perché c'è qualcosa di terribilmente eccitante nel desiderio prima ancora che venga soddisfatto.
Voglio quella tensione.
Quella che fa battere il cuore più forte.
Quella che rende ogni centimetro di distanza insopportabile.
Quella che ti fa pensare: ancora un po'… ancora più vicino.
E io non voglio essere la persona che ti tranquillizza.
Voglio essere quella che ti sconvolge.
Quella che entra nei tuoi pensieri senza bussare.
Quella che ti lascia una voglia addosso difficile da spiegare.
Quella che ti fa sorridere mentre cerchi inutilmente di nascondere quanto ti ha colpito.
Voglio provocarti con la voce.
Con gli occhi.
Con il silenzio.
Con quella vicinanza studiata che sembra innocente e invece non lo è affatto.
Voglio guardarti abbastanza a lungo da farti capire che non sto giocando.
Perché io non ti desidero con delicatezza.
Ti desidero con fame.
Con curiosità.
Con quella specie di follia lucida che ti fa sapere perfettamente cosa stai facendo mentre continui comunque ad andare avanti.
E quando saremo abbastanza vicini, non voglio parlare.
Voglio lasciare che siano i respiri a farlo.
Che siano gli occhi.
Che sia quella tensione elettrica tra noi a dire tutto.
Voglio sentire il momento esatto in cui smettiamo entrambi di fingere di avere il controllo.
Perché c'è una cosa che non ti ho ancora detto:
mi piace l'idea di essere la tua tentazione.
Mi piace sapere che potrei diventare il pensiero che ritorna quando non dovrebbe.
Mi piace immaginare che, dopo avermi avuto accanto, la mia assenza possa sembrarti troppo rumorosa.
E voglio che tu abbia voglia di tornare.
Ancora.
E ancora.
Non per abitudine.
Per desiderio.
Per quella necessità inspiegabile di ritrovare proprio quella persona che riesce ad accendere qualcosa che nessun altro riesce a toccare.
Quindi no, non chiedermi di rallentare.
Non chiedermi di essere ragionevole.
Non chiedermi di mettere un limite proprio adesso.
Perché questa volta voglio lasciarmi attraversare completamente da ciò che sento.
Voglio essere il tuo pensiero più audace.
La tua tentazione più difficile da ignorare.
Il brivido che arriva prima ancora del contatto.
E quando finalmente mi guarderai come se avessi capito tutto, io non abbasserò gli occhi.
Ti guarderò ancora più intensamente.
E ti lascerò una sola certezza:
non ho più intenzione di nascondere quanto ti desidero.
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