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Dedica a cui stai rispondendo
Oggi lo confesso senza ornamenti, mi sento un po’ triste. I pensieri si affollano come uccelli inquieti al crepuscolo e le venature del cuore sembrano sanguinare piano, nel silenzio che nessuno ascolta. Stu**damente, forse ingenuamente, mi ero aspettata che ti ricordassi del mio compleanno del mese scorso, ma va bene così. Perché mai dovresti ricordarlo? Perché dovresti saperlo?
Ci sono giorni in cui il mio animo non viene più irradiato dal sole della vita e tutto sembra precipitare nel burrone del buio, là dove la memoria scava nel passato come un’archeologa testarda tra rovine antiche. In quei momenti capisco, con la lucidità malinconica di chi non vuole più mentire a sé stessa, che tu hai scelto di mettere distanza. Ed è giusto così. Tu hai il tuo cammino e io il mio.
Eppure il cuore, strana creatura, non conosce la grammatica degli addii. Non comprende la logica delle separazioni né la filosofia delle distanze. Continua a custodire presenze anche quando la ragione ha già chiuso la porta.
Forse è proprio questa la nostra fragile grandezza: andare avanti pur portando dentro ciò che non sappiamo lasciare. Perché l’addio è una parola che la mente impara ma che il cuore raramente riesce davvero a pronunciare. E io, a volte, vorrei soltanto impararla per poter camminare un po’ più leggera verso ciò che verrà.
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