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Un punto in comune c’è: abbiamo i capelli come la notte.
Neri come quel cielo antico che ha insegnato agli uomini a guardare in alto quando tutto sembrava perduto. La notte non è solo oscurità, è profondità, è silenzio fecondo, è il luogo in cui le stelle trovano il coraggio di brillare.
Forse, come la notte, anche in noi abita un frammento di oscurità, un’ombra sottile che conosce il peso dei silenzi e delle inquietudini. Ma non le permettiamo di governarci. Con tutta la nostra forza e la nostra energia scegliamo ogni giorno di allontanarla, di trasformarla in slancio, di farne terreno fertile per la luce. Perché non siamo il buio che ci attraversa, siamo la volontà ostinata di superarlo.
E così siamo noi.
Abbiamo in comune la tenacia di chi non si arrende, di chi attraversa il buio senza rinnegarlo. Come scriveva Friedrich Nietzsche, “bisogna avere il caos dentro di sé per generare una stella danzante”, e nel nostro disordine abbiamo imparato a restare in piedi, a trasformare le crepe in luce.
C’è qualcosa di antico nella nostra forza, qualcosa che sembra forgiato dalla vita stessa nella sua rivolta silenziosa contro l’assurdo.
La nostra rivolta è gentile, è scegliere di non mollare. È sorridere anche quando dentro vorremmo soltanto piangere.
E quel sorriso non è finzione, ma coraggio.
È un atto culturale prima ancora che emotivo, significa affermare che il dolore non avrà l’ultima parola.
Abbiamo i capelli come la notte, ora con qualche macchia grigiastra …..sì, ma abbiamo anche la stessa ostinazione delle stelle.
Restiamo. Resistiamo. Splendiamo.
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