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da Anonimo
Ci sono pensieri che non dovrebbero essere scritti.
Questo, probabilmente, è uno di quelli.
Eppure, a volte, basta chiudere gli occhi perché tutto diventi improvvisamente possibile. La distanza scompare. Il tempo smette di avere importanza. E quello sguardo, trattenuto così tante volte, finalmente perde ogni prudenza.
Non ci sarebbe più quella calma studiata, quella distanza impeccabile, quella maniera quasi crudele di comportarsi come se nulla potesse attraversare la pelle.
Basterebbe trovarsi soli.
Solo questo.
Nessuna promessa, nessuna spiegazione, nessuna parola capace di salvare la ragione.
Il silenzio diventerebbe troppo stretto. Il respiro troppo vicino. E quel gesto rimasto per anni soltanto nella fantasia troverebbe finalmente il coraggio di esistere.
Da lì in poi sarebbe difficile fingere.
Perché certe immagini, quando vengono custodite abbastanza a lungo, smettono di essere semplici immagini.
Diventano attesa.
Diventano fame.
Diventano una porta che continua a restare socchiusa anche quando nessuno la tocca.
E forse sarebbe proprio quello il momento più pericoloso: scoprire che dietro tutta quella indifferenza non c'era affatto indifferenza.
Che ogni esitazione aveva nascosto qualcosa.
Che ogni sguardo interrotto troppo presto aveva lasciato dietro di sé una frase incompiuta.
E allora il resto non avrebbe più bisogno di essere raccontato.
Ci sarebbero soltanto il calore, il fiato corto, la vertigine di non voler più tornare indietro, e quella strana sensazione di essere arrivati finalmente nel punto esatto in cui il desiderio non ha più bisogno di essere spiegato.
Fino a perdere il conto del tempo.
Fino a non sapere più dove finisca una persona e dove cominci l'altra.
Fino a quella quiete che arriva soltanto dopo una tempesta.
Poi, forse, tornerebbe il silenzio.
La distanza.
La normalità.
Come se niente fosse.
Ma con una differenza impossibile da cancellare:
la certezza che, almeno una volta, tutto ciò che era stato trattenuto avrebbe potuto smettere di esserlo.
E forse è proprio questa la parte più pericolosa del pensiero.
Non sapere se sia soltanto immaginazione.
Non sapere se sia soltanto immaginazione.
O se, nel silenzio,
qualcuno stia vivendo lo stesso pensiero.
Forse è proprio questo
che rende tutto più pericoloso...
...Nessuno può sapere...
quanto sia vicino il confine...
tra ciò che si immagina...
e ciò che potrebbe accadere...
28 agosto 2026
Categoria: Pensieri
da Anonima
Per caso sei un* scrittore/ice famos*?
30 agosto 2026
da Anonimo
Scrivo per diletto, soprattutto poesie ma non godo di fama, ho fame e sete di amore per la mia musa quello si.
30 agosto 2026
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