Lettere

da Anonimo

In questi anni di lavoro al tuo fianco ho capito sin da subito che sei una persona speciale. Ciò che mi ha colpita di più è il tuo garbo, quella discrezione gentile che oggi è una rarità. Ho sempre ammirato la tua capacità di cogliere le sfumature psicologiche: non dimenticherò mai quella volta in cui, senza una mia parola, hai intuito il mio malessere e ti sei preoccupato per me. È stato il momento in cui ho capito quanto contavi.
Oltre alla stima, provo per te un sentimento profondo, che si avvicina a ciò che molti definirebbero 'amore'. Ti chiedo scusa se a volte sono stata provocatoria, con gli sguardi, con i modi o con gli stati social: è stato il mio modo di non rinunciare a nascondere ciò che provavo, per pura onestà intellettuale, perché ho ritenuto giusto non tenerti totalmente all'oscuro di ciò che sentivo, anche perché in più occasioni ho creduto che tu sentissi lo stesso per me. Ma non ho mai preteso nulla; al contrario ho cercato sempre di fermarmi prima di oltrepassare i limiti, per rispetto verso di te e verso la tua e la mia vita.
A volte ho avuto l'impressione che la mia ironia ti rendesse felice; altre volte, che ti sentissi travolto. Mi auguro, in fondo, che il mio non riuscire a celare del tutto i miei sentimenti ti abbia fatto sentire lusingato, compreso e desiderato. La mia felicità è sempre stata vedere la tua, e per questo ho scelto la via della discrezione: ho preferito il peso del silenzio piuttosto che il rischio di creare un'incrinatura nel tuo mondo.
Volevo solo che sapessi questo: ti voglio un bene immenso. Se sono riuscita a donarti anche solo un'emozione, o a tenerti 'in vita', emotivamente parlando e forse non solo...un po' come tu del resto hai fatto con me, allora ogni mio silenzio è valso la pena, almeno spero...

2 luglio 2026

Categoria: Lettere