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da Massimiliano
Non abbiamo bisogno di raggiungere le stelle per brillare, ci basta somigliarli.
Il giardino dell'eden è elevatissimo ma non arriva alla luna, non arriva nemmeno al cielo intermedio dove per influsso della luna si formano le pioggie.
Ha però la stessa atmosfera temperatissima dei corpi celesti.
A differenza dell'equatore dove fa così caldo che non si può vivere, perchè anche se il sole passa solo due volte l'anno per poco tempo a raso di questo posto, il caldo è eccessivo, come lo è nelle zone vicino al sole, che sono caldissime.
Il nostro corpo può corrompersi per cause interne, come l'esaurirsi dell'elemento umido e per la vecchiaia, e l'uomo primitivo poteva rimediarvi mangiando il frutto dell'albero della vita.
Il nostro corpo può corrompersi anche per cause esterne, come i rigori del clima, e a tale opera si ripara specialmente col clima temperato.
Nel Paradiso terrestre si riscontravano le due condizioni: poiché al dire del Damasceno [l. cit.] esso è un luogo « rifulgente di aria temperata, sottilissima e purissima, ornato di alberi sempre fiorenti».
Per questo il Paradiso terrestre è un luogo adatto alla dimora dell'uomo nel suo stato primitivo di immortalità.
L'angelo è stato creato nel cielo empireo, che è il più alto luogo nello spazio materiale, ed è immune da qualsiasi mutamento.
Vi sono alcuni che hanno esplorato attentamente tutti i luoghi della terra abitabile, e tuttavia non menzionano il Paradiso terrestre.
La località di questo Paradiso è tagliata fuori dalle nostre dimore o dalle montagne, o dai mari, o da qualche regione infuocata che non si può attraversare.
È per questo che i geografi non lo ricordano.
Bisogna credere che la dislocazione del Paradiso sia molto distante dalla conoscenza degli uomini, e che i fiumi di cui si dicono note le sorgenti siano sprofondati sotto terra, e dopo aver percorso vastissime regioni siano affiorati in altri luoghi.
E chi non sa che molte correnti d'acqua si comportano in questa maniera?
L'uomo doveva lavorare e custodire il Paradiso.
Quel lavoro tuttavia non sarebbe stato gravoso, come lo è dopo il peccato, ma piacevole, poiché permetteva di sperimentare la virtù della natura.
E anche la custodia non aveva per oggetto gli invasori, ma suo scopo era che l'uomo custodisse per sé il Paradiso, evitando di perderlo con il peccato.
19 giugno 2026
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