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da Rugiada
È proprio in questo scorrere che si consuma la misura dell'inespresso. Siamo custodi di un silenzio antico, due sponde che la stessa corrente logora ma che non sanno farsi ponte. Ci muoviamo nell’ombra della parola, lasciando che il fulcro di noi rimanga inteso, nascosto tra le crepe di frasi interrotte. Mi chiedo quale timore ci trattenga dal confine, perché la voce tremi prima di farsi carne e dire, finalmente, la misura esatta di questa mancanza che mi scava dentro, di questo vuoto che ha il tuo nome. Scriviamo la nostra storia sui margini, tra le righe di un tempo che non ci appartiene; ma il tempo non è un baratro infinito, è un fiume in corsa che consuma l'istante e lo fa polvere. E mentre esitiamo sulla soglia del vero, i giorni scivolano via dalle nostre dita: un'architettura di sguardi trattenuti che si dissolve, prima ancora di essere fiorita.
10 giugno 2026
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