Lettere

da Rugiada

Ho imparato a non cercarti nel rumore dei giorni.
La vita ha preso la sua forma, la mia e la tua,
separati da strade che non si incrociano più,
mentre tu procedi, dritto e saldo, nel tuo silenzio,
senza cedere alla tentazione di voltarti.
Eppure, eccolo il nostro destino,
la forma più pura e filosofica dell'essere:
amarsi da lontano, nell'assenza,
senza che gli occhi abbiano bisogno di cibarsi dello sguardo altrui,
senza che le nostre braccia stringano il corpo dell’altro,
senza che le nostre labbra cerchino le labbra dell’altro.
Non serve il contatto per fare la verità.
Tu resti una coordinata fissa della mia anima,
un amore che non chiede nulla, che non consuma,
ma che dimora nell'invisibile.
Io cammino nel mio tempo, tu nel tuo,
ma questo restare distanti, questo non toccarsi, ma desiderarsi, sognarsi, cercarsi… senza chiedere davvero…
è solo il modo più alto che abbiamo
per custodirci per sempre.

2 giugno 2026

Categoria: Lettere