da Rugiada

Un tempo eravamo tutto: un’intesa rara, un legame profondo fatto di risate e abbracci che avevano il sapore lieve della salvezza. Mi hai sostenuta quando la mia esistenza sprofondava nel buio, quando ogni passo era un cedimento e ogni respiro una lotta. Mi hai teso la mano e mi hai strappata a un abisso muto e devastante. Io ero poco più che una cucciola, fragile e inesperta; tu, invece, già saldo, consapevole, nutrito di sapere mentre io muovevo appena i primi passi nella conoscenza.
Poi è arrivato il distacco. Per me è stato un colpo netto, un pugno nel cuore. Perché in te avevo trovato un appiglio, una luce capace di attraversare le mie ombre più fitte.
Il tempo, però, non è stato indulgente. Con me si è mostrato severo, quasi crudele, come se volesse insegnarmi senza sconti la verità nuda della vita. Attraverso il dolore ho imparato a guardare, a comprendere, a resistere. Ho pagato ogni briciola di saggezza con una ferita.
E ora che la mia vita torna a oscillare, sospesa sul filo incerto delle prove, tu non ci sei. O forse ci sei in una forma più distante, più silenziosa. Dici che mi offri le tue preghiere, e io ti ascolto, e annuisco, e ringrazio.
Ma nel luogo più profondo e inconfessabile della mia anima, so che non mi basta.

23 March 2026