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da Rugiada
Il destino sa comporre trame di una bellezza disarmante, eppure con me è stato severo, quasi inflessibile. In questa esistenza ho avuto la vertigine rara di incontrare quella che avrei potuto chiamare la mia fiamma gemella, ma non ho saputo abitarne il tempo. La paura ha parlato al posto mio, e la mia incapacità di riconoscere l’attimo giusto ha lasciato che l’occasione si dissolvesse, come accade alle verità che si comprendono solo quando ormai sono lontane.
Ciò che rimane non è che un silenzio abitato dal rimpianto, una presenza che si consuma nella memoria e che chiede, con ostinata dolcezza, di essere lasciata andare. Devo imparare a sciogliere anche l’ultimo frammento di lui che ancora vive in me, non come atto di rinuncia ma come gesto di verità. Spalancare le porte dell’anima significa accettare che alcune illusioni, per quanto luminose, non sono destinate a diventare vita.
E così mi trovo a riconoscere, con una lucidità che ha il sapore della resa e insieme della consapevolezza, che in questa vita ho sfiorato l’amore senza mai davvero attraversarlo. Ho incontrato la sua promessa, ma non il suo compimento. E forse è proprio in questa mancanza che si cela una forma più sottile di conoscenza, quella che insegna che non tutto ciò che è vero è anche destinato a essere vissuto.
21 March 2026
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