da Rugiada

Ora siamo due sconosciuti. Non ex, perché tra noi non è esistito ciò che il mondo chiama relazione. Nulla di fisico, nulla che possa essere raccontato con la semplicità delle cose vissute apertamente. Eppure per me c’era tutto. C’era nel tuo sguardo, in quella lingua silenziosa che solo certi occhi sanno parlare. C’era nei tuoi abbracci, in quella breve sospensione del tempo in cui il mondo sembrava trovare un equilibrio segreto.
Ero giovane allora, e la giovinezza spesso è cieca proprio davanti alle verità più profonde. Non ho saputo riconoscere ciò che sentivo quando ancora viveva intatto dentro di me. Ho lasciato che il tempo scorresse come un fiume indifferente, permettendo alle tempeste della vita di trascinarci lontano, ognuno verso rive diverse.
Quando ho incontrato in te il rancore, la delusione, la freddezza e quella distanza che non avevo mai conosciuto prima, è stato come ricevere una lama nel cuore. Una ferita silenziosa, di quelle che non sanguinano davanti agli altri ma che dentro continuano a bruciare.
Me lo meritavo? Forse sì. Forse era il prezzo della mia cecità, del mio ritardo nel comprendere ciò che eri mentre ancora eri lì, davanti a me.
Eppure, ogni volta che ci sentiamo, tutto questo sembra dissolversi per un istante. Come se ciò che è accaduto appartenesse a un sogno oscuro, una notte lunga della memoria. Una notte che, se potessi, cancellerei dal tempo.
Ora e sempre sarai la luce che irradia il mio triste cammino 😞

16 March 2026