Carta Bianca

da Rugiada

Oggi parlavo con un mio amico e riflettevo su quanto sia fragile l’idea che abbiamo degli altri e di noi stesse. Basta una rivelazione, una piega imprevista del cuore, e tutto ciò che sembrava saldo diventa domanda.

Mi chiedo se sapesse. Se sapesse che amo chi forse non dovrei amare. Che il mio cuore ha scelto un sentiero che la ragione non avrebbe indicato. Il suo giudizio resterebbe lo stesso. Continuerebbe a dirmi che sono una brava persona.

Che cos’è, dopotutto, una brava persona. Una donna che vive senza scosse, senza deviazioni, senza incendi interiori. Una donna che non disturba l’ordine delle cose, che non mette in discussione l’equilibrio apparente della quotidianità.

Siamo davvero buone solo finché restiamo prevedibili.

L’amore non è una firma su un contratto morale. Non chiede permesso. Non consulta il calendario delle convenienze. Accade. E quando accade incrina le pareti che credevamo definitive. Mi costringe a guardarmi senza maschere, a scegliere tra ciò che è comodo e ciò che è vero.

Se amare significa cambiare prospettiva allora forse è la forma più alta di sincerità. Perché l’amore non mi rende peggiore. Mi rende esposta. E l’esposizione spaventa chi osserva da lontano.

C’è una paura sottile nel giudizio degli altri. La paura che la mia umanità non coincida con la loro idea di ordine. Ma l’amore non è un reato dell’anima. È una forza che rivela, che sposta, che illumina zone che tenevo in ombra.

Amare qualcuno che non potrei amare secondo chi. Secondo quali regole scritte da mani che non tremano mai. La morale che non conosce il battito è solo architettura fredda.

Io credo che una persona non si misuri dalla tranquillità della sua vita ma dalla profondità con cui sente. Dalla capacità di non mentire a sé stessa. Dal coraggio di restare integra anche quando l’amore la mette in discussione.

Se il mio cuore sceglie un amore difficile, impossibile, imperfetto questo non mi rende meno degna. Mi rende umana.

E forse la vera bontà non è l’assenza di conflitto ma la responsabilità con cui lo attraverso. Non è l’obbedienza cieca a un copione ma la consapevolezza delle proprie scelte.

L’amore può essere giudicato. Tutto può esserlo. Ma il giudizio non è la verità. È solo lo sguardo di qualcuno che osserva da fuori una tempesta che non sente sulla pelle.

Io non sono la mia apparenza di quiete. Non sono la mia conformità. Sono la mia capacità di amare anche quando l’amore mi sposta, mi ferisce, mi rende diversa da ieri.

E se questo significa perdere l’etichetta di brava allora forse preferisco essere vera.

26 February 2026

Categoria: Carta Bianca