CATEGORIE
da Rugiada
Ti ricordi le nostre serate sedute sul divano, con la televisione accesa come un fuoco domestico dei tempi moderni? Non era lo schermo a tenerci lì, ma quella prossimità silenziosa che trasformava un gesto ordinario in un rito. Dopo la pizza condivisa, semplice e fragrante, restava nell’aria un senso di compiutezza umile, quasi sacra. Come se la felicità avesse scelto di abitare nelle cose minime.
C’era quel gattino che ci impastrocchiava di peli, presenza lieve e indisciplinata. Non ricordo il suo nome, ma ricordo il suo attraversare lo spazio tra noi senza chiedere permesso, come fanno le verità che non temono di esistere. Si accoccolava, reclamava carezze, e nel suo piccolo corpo vibrava una lezione elementare: ciò che è vivo non conosce distanza.
Poi arrivava l’ora di andare. Un’ora che non era soltanto tempo, ma misura del limite. E l’abbraccio. In quell’abbraccio mi perdevo, ma non era smarrimento: era ritorno. Perché lì c’era casa. Non nei muri, non nelle stanze, non in un indirizzo inciso su una targa. Casa era quella sospensione in cui il mio essere cessava di difendersi. Era il punto in cui due solitudini, invece di annullarsi, si riconoscevano.
In quella stretta sentivo una verità antica, quasi filosofica: l’essere non è mai completo da solo, ma trova compimento nel riconoscimento. Non era dipendenza, non era bisogno. Era presenza. Era il raro miracolo di potersi fermare e dire, senza parole, “qui posso esistere”.
Ora so che la memoria non custodisce solo immagini, ma significati. E quelle sere, così ordinarie da sembrare trascurabili, sono diventate una forma di sapere. Ho imparato che la casa non è un luogo stabile nel mondo, ma un istante condiviso in cui l’anima si sente intera.
E se ripenso a quell’abbraccio, non lo ricordo come un addio, ma come una rivelazione. Perché per un tempo preciso e irripetibile, io sono stata a casa.
21 febbraio 2026
Categoria: Ricordi
da Anonimo
Secondo me il gatto appiccicoso è stato il vero regista nascosto di quel vostro momento inimitabile, a metà tra poesia vera e semplice quotidianità. Quasi quasi avrei voluto essere al suo posto!😺
21 febbraio 2026
da Rugiada
X anonimo
Ah ma certo! 😹
Altro che regista nascosto… il gatto appiccicoso era l’autore, il produttore e pure il direttore delle coccole!
Noi lì a vivere il momento, e lui:
prima una strusciatina strategica,
poi fusa in sottofondo come colonna sonora,
e infine zampetta delicata a ricordarci chi comanda davvero.
Altro che poesia impegnata… qui si parla di coccole, fusa e prosa felina d’autore 🤣
Se fossi stato al suo posto ti saresti dovuto impegnare: minimo sguardo magnetico, coda elegante e tempismo perfetto per l’abbraccio finale! 😺✨
22 febbraio 2026
da Anonimo
Allora il gatto ha diretto la scena in modo perfetto: con quel suo ruolo di ospite speciale, avrebbe vinto Oscar e Telegatti a mani basse!😺 È il vero maestro di carisma: arriva, conquista la scena senza il minimo sforzo, e lascia tutti con il fiato sospeso. Non penserei mai davvero di sostituirmi a lui nel suo ruolo: troppa paura di inciampare con la coda e far cadere la pizza!
22 febbraio 2026
da Rugiada
Ti abbraccio, anonimo, con la stessa leggerezza elegante con cui il tuo “maestro di carisma” 🐱 attraversa la scena.
22 febbraio 2026
© 2001-2025 by SCRIVILO - Tutti i diritti riservati
p.iva 01436330938
